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Attenzione ai social media: in arrivo il nuovo Codice di comportamento dei dipendenti pubblici

Tutela della persona e della privacy, più attenzione al rispetto dell’ambiente e un uso appropriato dei social media. Entrerà in vigore il prossimo 14 luglio il nuovo Codice di comportamento dei dipendenti pubblici che è stato attualizzato in funzione delle innovazioni tecnologiche, della necessità di luoghi di lavoro sempre più “green” e di comportamenti improntati alla sostenibilità ambientale. Il nuovo Codice segue le direttrici di riforma previste dal Pnrr e aggiorna coerentemente il Codice vigente del 2013, per adeguarlo al nuovo contesto socio-lavorativo e alle esigenze di maggiore tutela dell’ambiente, del principio di non discriminazione nei luoghi di lavoro e a quelle derivanti dall’evoluzione e dalla maggiore diffusione di internet e dei social media. Il nuovo schema di decreto è stato pubblicato il 29 giugno in Gazzetta Ufficiale.

Tra le principali novità compaiono: la responsabilità attribuita al dirigente per la crescita professionale dei collaboratori, e per favorirne le occasioni di formazione e le opportunità di sviluppo, nonché l’espressa previsione della misurazione della performance dei dipendenti anche sulla base del raggiungimento dei risultati e del loro comportamento organizzativo. Ma è previsto anche il divieto di discriminazione basato sulle condizioni personali del dipendente, quali ad esempio orientamento sessuale, genere, disabilità, etnia e religione. Il Codice contempla, inoltre, la previsione che le condotte personali dei dipendenti realizzate attraverso l’utilizzo dei social media non debbano in alcun modo essere riconducibili all’amministrazione di appartenenza o lederne l’immagine ed il decoro. L’obiettivo della norma è quello di proteggere la reputazione degli enti pubblici per evitare che i dipendenti possano diffondere informazioni sensibili o mettere in discussione l’autorità dell’amministrazione attraverso il web e i social media. Una restrizione che, secondo il legislatore, non punta, quindi, a limitare la libertà di espressione dei dipendenti, ma piuttosto a garantire un uso responsabile dei social media nel contesto lavorativo.

L’articolo 2, in particolare, stabilisce che “l’utilizzo di account istituzionali è consentito per i soli fini connessi all’attività lavorativa o ad essa riconducibili e non può in alcun modo compromettere la sicurezza o la reputazione dell’amministrazione”. Anche “l’utilizzo di caselle di posta elettroniche personali è di norma evitato per attività o comunicazioni afferenti il servizio, salvi i casi di forza maggiore dovuti a circostanze in cui il dipendente, per qualsiasi ragione, non possa accedere all’account istituzionale”. Mentre nell’articolo 11-ter (Utilizzo dei mezzi di informazione e dei social media), il Codice spiega come il dipendente debba usare “ogni cautela affinché le proprie opinioni o i propri giudizi su eventi, cose o persone, non siano in alcun modo attribuibili direttamente alla pubblica amministrazione di appartenenza”. Il dipendente, inoltre, “è tenuto ad astenersi da qualsiasi intervento o commento che possa nuocere al prestigio, al decoro o all’immagine dell’amministrazione di appartenenza o della pubblica amministrazione in generale”. Il Codice, infine, rivolge particolare attenzione anche al rispetto dell’ambiente, per contribuire alla riduzione del consumo energetico e della risorsa idrica.

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