Separazioni, divorzi, riforme e digitale: ne abbiamo parlato con Andrea Cecinelli avvocato esperto sul tema

 Separazioni, divorzi, riforme e digitale: ne abbiamo parlato con Andrea Cecinelli avvocato esperto sul tema

Il 2023 è stato un anno di cambiamenti per le separazioni e i divorzi in Italia con l’entrata in vigore della Riforma Cartabia il 28 febbraio che ha introdotto diverse novità.

Nonostante le nuove introduzioni, i dati Istat relativi al primo semestre del 2023 mostrano un leggero calo delle separazioni (-1,8%) e dei divorzi (-5,6%) rispetto allo stesso periodo del 2022. Questo potrebbe essere dovuto all’incertezza iniziale legata all’applicazione della nuova normativa e all’aumento dei costi legati al contenzioso.

Ne abbiamo parlato con l’avvocato di Diritto di Famiglia Andrea Cecinelli, esperto in materia, fondatore del Centro Italiano Diritto di Famiglia e co-fondatore del Centro italiano contro gli abusi digitali, per capire meglio l’argomento e comprendere se il digitale può semplificare il percorso.

Separazioni divorzi Andrea Cecinelli
Andrea Cecinelli – avvocato di Diritto di Famiglia

Avvocato, la riforma Cartabia ha introdotto alcune novità in merito a separazioni e divorzi ma c’è ancora un’oggettiva difficoltà nel comprendere le procedure

Si fa ancora molta confusione sul tema. Questa riforma prevede tutta una serie di nuove azioni, soprattutto riguardo le separazioni consensuali, ma è nato un problema dal momento in cui molti hanno frainteso il significato della riforma stessa, pensando erroneamente che adesso non sia più necessaria la fase di separazione a causa del messaggio uscito su molti quotidiani che riportavano “divorzio istantaneo, emesso in meno di due ore, addio separazione”. La realtà è però diversa: nelle procedure giudiziali, dove si litiga di più e dove i tempi erano più lunghi (due anni per una separazione giudiziale, a volte tre), ottenuta la separazione si doveva attendere un altro anno per la procedura di divorzio e, nel caso non si fosse raggiunto un accordo, si doveva rifare il giudiziale con un ulteriore prolungamento dei tempi. Adesso la riforma prevede che, una volta ottenuta la separazione, si possa chiedere al giudice, di fissare una nuova udienza per il divorzio. Dal punto di vista formale di gestione della pratica alla fine non è cambiato niente. 

Il digitale però in questi anni ha semplificato le procedure?

Ad oggi gli strumenti digitali sono stati adottati anche dai Tribunali. Mentre prima bisognava depositare il materiale cartaceo e portare avanti una serie di azioni analogiche, adesso invece i depositi sono tutti telematici e le udienze possono esserlo altrettanto. È il giudice a decidere se l’udienza si svolgerà in maniera classica in Tribunale o per via telematica, l’avvocato può fare richiesta per questo secondo tipo di procedura ma sarà sempre il giudice a prendere la decisione finale. 

È possibile delegare ad un avvocato tutta la parte burocratica e di organizzazione sfruttando il digitale?

Si, c’è anche la possibilità di una negoziazione assistita a distanza quindi il giudice non organizza l’udienza ma si occupa di tutto l’avvocato ed è proprio in questo contesto che noi, come studio, cerchiamo di garantire una procedura più snella per i nostri clienti e, grazie alla firma digitale, evitiamo loro di doversi recare in studio. Con questo sistema le tempistiche sono notevolmente ridotte in quanto in un mese, massimo un mese e mezzo, ci si separa o si divorzia a dispetto della procedura classica che in media prevede dai 4 ai 6 mesi.
Per noi quindi l’utilizzo della tecnologia è fondamentale ed è un sistema che ci permette di lavorare anche in altre regioni.

Quali sono i consigli che darebbe per una separazione e un divorzio più sereni possibile?

Sicuramente il primo punto è quello sull’assegno di mantenimento per i figli che è un obbligo di legge. In genere è il padre che deve far fronte a questo adempimento e proprio questo di solito diventa il primo argomento di scontro in quanto spesso, chi deve versare l’assegno, non si sente in obbligo di farlo non capendo invece che, anche una cifra minima, deve sempre essere corrisposta.

Il secondo problema nasce quando si parla di affidamento dei figli che quasi sempre, pur avendo la possibilità di vedere entrambi i genitori in ogni momento, vanno a convivere con la madre. Il mio consiglio è ovviamente quello di optare per un affidamento condiviso.

Il terzo punto riguarda l’avvocato. Se si sceglie una procedura consensuale quindi con un unico avvocato e ci sono già degli accordi di massima, soprattutto sull’assegno di mantenimento, è molto più semplice che se si sceglie di avere due avvocati perché in genere questo porta a liti proprio sulle tematiche appena elencate. Meglio quindi spese ordinarie e straordinarie condivise al 50%.

La cosa importante da tenere presente è che la separazione non è andata in pensione con la riforma Cartabia ma è tutt’ora necessaria per poter arrivare al divorzio, inoltre le tempistiche minime, dal momento che è ufficializzata la separazione, sono sempre di 6 mesi per poter finalizzare un divorzio.
La procedura più veloce è, come ho già illustrato, la negoziazione assistita forte anche dell’utilizzo degli strumenti digitali che semplificano l’iter burocratico.

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